Etichettatura del pesce: banchi pescheria a prova di controllo

25

novembre
2017

Il 13 dicembre 2014 è entrato in vigore un nuovo regolamento europeo riguardante l’etichettatura del pesce e dei prodotti alimentari. Il regolamento EU 1169 armonizza il quadro delle norme nazionali riguardo all’etichettatura. In Italia, per esempio, esempio sostituisce il D. Lgs 109/92.

Le nuove etichette garantiscono una maggiore tutela dei consumatori, che possono accedere a informazioni più complete sul prodotto acquistato.

A ottobre 2016, Unioncamere ha promosso un sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Secondo i risultati, 8 italiani su 10 vorrebbero maggiori indicazioni sul pesce e sarebbero disposti a pagare in più in cambio di una maggiore chiarezza e sicurezza.

Il 30% degli intervistati ha persino dichiarato di non riuscire a comprendere l’etichettatura del pesce o di trovarsi di fronte a etichette non contenenti tutte le informazioni necessarie.

Dopo più di due anni dalla diffusione del nuovo regolamento, la situazione non è migliorata molto in materia di etichettatura del pesce come rivelano diverse inchieste.

Lepore Mare vi insegna come leggere le etichette dei prodotti ittici. Qui sotto, trovate una semplice guida sull’etichettatura del pesce che è il prodotto alimentare con le informazioni più complesse.

 

Etichettatura del pesce: le norme per il pesce fresco pescato in mare e per il pesce congelato

Secondo l’Eurobarometro della Commissione Europea, il 59% degli italiani acquista il pesce in pescheria (sondaggio gennaio 2017). La frequenza di acquisto è settimanale (1 o 2 volte a settimana), con un consumo in crescita del 5% nel 2016 grazie a una decisa svolta salutista dell’alimentazione.

Per favorire l’aumento della clientela è necessario un rapporto di fiducia tra compratore e venditore, favorito proprio dalla completezza delle informazioni in etichetta.

La nuova etichettatura del pesce fresco e del pesce congelato prevede l’indicazione della denominazione commerciale della specie, il nome scientifico del pesce e l’area di provenienza.

Nella nuova etichetta del pesce vanno indicati:

 

  • denominazione commerciale e nome scientifico della specie
  • metodo di produzione (pescato, allevato e pescato in acque dolci)
  • origine (zone in cui il prodotto è catturato, pescato o allevato)
  • attrezzi da pesca (sciabiche, reti da imbrocco, reti da traino, reti da circuizione e da raccolta, ami e palangari, draghe, nasse e trappole)
  • percentuale di glassatura (solo per il pesce congelato)
  • prezzo

 

Nel caso del pesce catturato in mare, per esempio, l’indicazione della zona di origine prevedeva prima del 2014 la dicitura Zona FAO seguita da un numero. La FAO ha individuato, infatti, una serie di zone diverse identificate con un numero a due cifre. Oggi, invece, bisogna indicare la zona di origine per esteso in modo da rendere le etichette più comprensibili. Per quanto riguarda le zone del Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico (ZONE 27 e 37) vanno indicate una serie di sottozone:

  1. Mar Artico (Zona FAO 18)
  2. Oceano Atlantico Nord-Ovest (Zona FAO 21)
  3. Oceano Atlantico Nord-Est (Zona FAO 27 e relative sottozone)
  4. Oceano Atlantico Centro-Ovest (Zona FAO 31)
  5. Oceano Atlantico Centro-Est (Zona FAO 34)
  6. Oceano Atlantico Sud-Ovest (Zona FAO 41)
  7. Oceano Atlantico Sud-Est (Zona FAO 47)
  8. Oceano Indiano (Zona FAO 51 e 57)
  9. Oceano Pacifico (Zona FAO 61, 67, 71, 77, 81 e 87)
  10. Oceano Antartico (Zona FAO 48)
  11. Mar Mediterraneo (Zona FAO 37 e relative sottozone tra cui 37.1 Mediterraneo occidentale, 37.2 Mediterraneo centrale, 37.3 Mediterraneo orientale e 37.4 Mar Nero)

 

 

Se il pesce è catturato in acque dolci, l’etichettatura dei prodotti ittici deve includere il corpo idrico di origine (fiumi, laghi eccetera) oppure il paese di origine.

Per i prodotti di acquacoltura (esclusi molluschi e crostacei) va indicato il paese in cui il pesce ha raggiunto il peso finale oppure il paese dove è stato allevato per un periodo corrispondente a più della metà del tempo di allevamento.

Per i molluschi e i crostacei di acquacoltura bisogna indicare il paese in cui sono stati sottoposti alla fase finale di allevamento. Tale fase deve corrispondere a un periodo di almeno 6 mesi.

 

Etichettatura del pesce: informazioni supplementari

L’etichetta del pesce può includere anche informazioni supplementari. Tutte le indicazioni non obbligatorie devono essere chiare e inequivocabili.

In particolare, si può indicare la data di cattura dei prodotti della pesca, la data dello sbarco dei prodotti derivanti dalla pesca e le informazioni riguardanti il porto di sbarco, informazioni di tipo ambientale e di tipo etico e sociale, indicazioni più dettagliate sul tipo di attrezzi da pesca, informazioni sulle tecniche e sulle pratiche di produzione.

Le informazioni sul contenuto nutrizionale, invece, sono state dichiarate obbligatorie per i prodotti trasformati dal 13 dicembre 2016. Questa dichiarazione deve includere il valore energetico, la quantità di grassi, di grassi saturi, di zuccheri, di proteine e di sale per ogni 100 grammi oppure per ogni 100 ml. Possono essere incluse anche le vitamine, i minerali e altri eventuali nutrienti.

Ora, avete tutte le informazioni per interpretare le etichette del pesce. Siete titolari di una pescheria? Scegliete fornitori come noi di Lepore Mare: la trasparenza e l’adesione alle norme di legge costituiscono da sempre il cuore della nostra filosofia aziendale.

 

Link al PDF: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_148_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf

 

 

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