Brindisi: Guardia Costiera sequestra ricci di mare di dubbia provenienza

13

Giugno
2016

Nel corso di una mirata operazione finalizzata al contrasto dell’importazione e commercializzazione di prodotti ittici da paesi esteri e condotta congiuntamente da personale militare della Guardia Costiera appartenente al Centro di Controllo di Area della Pesca della Direzione Marittima di Bari (6°C.C.A.P.) e della Sezione di Polizia Marittima e Difesa Costiera della Capitaneria di Porto di Brindisi, ha rinvenuto e sottoposto a sequestro un ingente quantitativo di ricci provenienti dalla Grecia.
I militari hanno fermato e sottoposto ad accurato controllo un automezzo sbarcato dalla nave traghetto proveniente dalla Grecia ed appena ormeggiata nel porto di Brindisi. All’interno del mezzo, abilmente occultato tra prodotti ittici regolarmente trasportati, è stato rinvenuto un quantitativo di ben oltre 3.000 ricci peraltro freschi ed ancora vivi. Il conducente non è stato in grado di fornire indicazioni circa la provenienza del pregiato prodotto ittico, tantomeno di fornire una valida documentazione sanitaria e commerciale che ne comprovasse la tracciabilità. A questo punto, allo scopo di scongiurare che tale prodotto di dubbia provenienza potesse illegalmente finire nei mercati e quindi sulle tavole dei cittadini, è scattato il sequestro con contestuale irrogazione di una pesante sanzione amministrativa per un importo massimo di 4.500 € mentre, i ricci sequestrati sono stati immediatamente reimmessi in mare in modo da consentire la riproduzione ed il ripopolamento. Il modo in cui tale prodotto ittico stava per essere introdotto sul territorio nazionale è palesemente un vano tentativo di eludere le norme in materia di commercializzazione dei prodotti della pesca nel periodo in cui, ai sensi del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 12 Gennaio 1995, è in vigore il cosiddetto “fermo” vale a dire il divieto di raccolta, detenzione, trasporto e commercializzazione del riccio di mare nel periodo a partire dal 1 Maggio e fino al 30 Giugno inclusi. Tale divieto, si ricorda, viene imposto al fine del ripopolamento e della ricostruzione dello stock ittico e che, la violazione di tale precetto comporta una sanzione fino a 12.000 €.
Fonte e foto: CS Guardia Costiera

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